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amore a prima vista (volpini italiani e altro)

17 giu 2015

MATRIMONIO






Una leggenda ateniese narra di un giovane, Imeneo, di famiglia umile, innamorato di una ragazza nobile e ricca. La seguiva sempre da lontano non potendo aspirare alla sua mano. Un giorno la giovane andò a Eleusi con delle amiche e furono rapite dai pirati, Imeneo fintosi donna si trovò in mezzo a loro. Una notte il ragazzo riuscì a sorprendere i rapitori nel sonno e li uccise, ritornati ad Atene chiese e ottenne di sposare il suo amore. Il loro matrimonio fu molto felice, e i giovani ateniesi presero l'abitudine d'invocarlo come auspicio. Il vocabolo “matrimonio” nasce dall’unione di due parole latine: mater (madre) e munus (dono, impegno); cosa è sempre stato e dovrebbe essere il matrimonio, se no il dono da parte della donna, aggiungiamo con l’impegno derivato, del procreare. Qualcuno penserà sia roba vecchia, ma non sono necessarie particolari elucubrazioni mentali, per intendere che storpiare vocaboli e concetti, togliere valore alle parole ci porterà dritto alla negazione del tutto. Se dico acqua e volevo intendere fuoco, come mettermi d’accordo con gli altri umani? Il concetto di matrimonio è legato a quello di famiglia, il cui requisito è generare dei figli. La famiglia, composta di persone legate da affetto e impegno multiplo, è
il primo mattone per la formazione di una società. E’ il luogo dove si apprende, scusate dove si dovrebbe apprendere, a rispettare persone diverse dal proprio Io, per la qual cosa è richiesto equilibrio, generosità, sacrificio. Ecco l’abbiamo detto SACRIFICIO, ormai è un vocabolo “peggiore” di qualsiasi bestemmia o parolaccia. Molto più facile quando le cose non vanno, alzare il sedere e volar via, dando per scontato il diritto di avere tutto secondo l’ordito prestabilito. Nel mondo moderno si vive in monogamie seriali, sono sotto gli occhi di tutti le problematiche dei giovani, sempre più soli e disadattati. Siamo alla follia totale, si pretende il matrimonio per persone dello stesso sesso, e non si capisce perché non possano essere delle unioni civili, sancite da contratti, come già lo sono i matrimoni civili. Chi non vuole sposarsi né civilmente, né con rito religioso pretende un’anagrafe per i conviventi. A quando la pretesa di matrimoni, oppure unioni civili, o anagrafe per sancire il legame con il proprio cane, gatto o pitone? Basta a questa deriva legata alla propria personalissima idea di società; lo sforzo va fatto per recuperare la convivenza con altri esseri del creato non per soddisfare le personalissime esigenze. Ragazzi il matrimonio richiede dedizione, rispetto dell’altro, senza non esiste Amore. Spesso nella vita siamo presi alla sprovvista, in quel momento vediamo quanto può essere forte una relazione a due, non legati per affinità, incuriositi dalla diversità, per sesso, solo esclusivamente per AMORE.