10 nov 2017

Saudade

Da brividi! Ho viaggiato decine di volte dal Brasile all'Italia e viceversa. È un’esigenza per persone erranti come me, nate in un luogo e vissute in un altro. Dopo tanti anni e molte vicissitudini, il percorso necessario per spostarsi all'ennesimo viaggio, si carica di emozioni ataviche. La differenza questa volta la fa la partenza non da Roma ma da Lisbona, in una splendida giornata autunnale. È bastato guardare giù, mentre l’aereo prendeva il volo dalla capitale portoghese, e come per magia sensazioni vecchie di qualche secolo riprendono vita. Il Tago come allora scorre tranquillo, Lisbona è adagiata e splendida, la Torre di Belém si apre sull'Oceano e dall'altra parte c’è il Brasile. Ecco ritrovarmi sullo scenario di “Pau Brasil”, quando la Corte portoghese partì precipitosamente per sfuggire alle truppe napoleoniche, con il suo carico di uomini e donne, con le paure tipiche delle partenze, con la “saudade” caratteristica propria dei portoghesi, navigatori per necessità, premuti tra la Spagna e l’Oceano. Sì cari sostenitori della globalizzazione, non avete capito proprio nulla. I sentimenti, per chi li ha, sono legati alle tradizioni, ai luoghi, ai profumi che abbiamo sentito e percepito alla nascita. Il bisogno legato alla sopravvivenza ci può portare a vivere in un posto rispetto all'altro, però la nostra essenza rimane attaccata ai luoghi originari. Si spiega così il perché nei vari “Nuovi Mondi”, Americhe e Oceania, ci si arrocca alle antiche tradizioni, creando aggregazioni come le varie Chinatown, le Little Italy, le “culture” Sirio-Libanesi, e via tutte le popolazioni a unirsi tra consimili. Quando questo non avviene spesso si crea una rottura foriera di spersonalizzazione, con il suo carico di psico drammi e di solitudine. L’essere umano nel suo percorso fin qui, ha dovuto racchiudersi in comunità, dove non sentir paura dell’ignoto, del mistero del vivere, creando interessi comuni, usi, religioni, tradizioni ancestrali. Il mantenersi in gruppi, o le famiglie, servono ad affrontare la difficoltà del non saper dar risposta alle proprie inquietudini. Quando vengono meno, troviamo soggetti disadattati, e oggi ai fanatici giovani musulmani che pur vivendo tra noi, vorrebbero portare la sharia in Europa per sentirsi “a casa”. Volevo però parlare di emozioni, di partenze con il loro carico di speranze e di tristezza. Sono felice di questo viaggio. Non appena cominciato ha riallacciato nodi antichissimi, mi sento portoghese, fiamminga, romana, etrusca. Amo svisceratamente la cultura europea, la sua arte, la sua letteratura, la sua filosofia, benedetti siano i Greci. Ci hanno donato una ricchezza immensa, spesso violentata da idioti, cretini, mistificatori, che purtroppo come zanzare e topi utili in natura, servono per ricordare le nostre imperfezioni di esseri umani. Figlia ti amo e mi manchi già, e questa è saudade.

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14 mag 2017

MÃE?


Mãe? Difícil entender porque no ser humano, ao que foi doado o livre arbítrio e a possibilidade de raciocinar, próprio este ser que em algumas religiões é considerado eleito por Deus, é um dos piores educadores dos seus filhos. Falo em particular a uma mãe, mas a sua experiencia é idêntica a muitas, e a todas elas grito a minha raiva. Geralmente acontece nos países subdesenvolvidos, e na America do Sul em geral são todos. Milhares de meninas, que na Europa consideramos pouco mais que crianças, aos doze, treze, catorze, quinze anos se engravidam. Não sempre pertencem a famílias marginalizadas, são simplesmente fruto de uma cultura sexual desequilibrada. Se parece brincadeira que muitos homens fariam sexo mesmo com o buraco da fechadura se ela simplesmente se movimentasse, a verdade é que o sexo feminino não acha desprezível qualquer tipo de ato sexual, tornando-se as vezes mais masculina que os homens. Milhares de crianças nascem por acaso, fruto de bebedeira, de droga, do carnaval, de uma trepada no dia errado. Estas crianças crescem com adolescentes que necessitam adquirir madureza. Se a família é pobre vai ter bem cedo de procurar do que viver, se é abaixo da linha de pobreza vai alimentar as tropas do trafico de drogas, acrescentando raiva  que leva a qualquer tipo de violência. Mas mesmo as que nascem em famílias aonde não falta do que viver, serão de fato vitimas de uma carência de estrutura, pois a mãe-adolescente depois de parir, nos dias e

23 lug 2016

Chi è EUROPEO? L'idiota assassino di Monaco?



BASTA è ora di finirla con la paura d'essere accusati di razzisti o xenofobi. Esistono popolazioni convinte d’essere elette da Dio, quelle organizzate in caste stabilite per nascita. Ci sono poi le giovani nazioni, distinte al proprio interno tra gruppi di appartenenza, spesso in lotta per colore della pelle, etnia, ceto sociale; l’insieme è tenuto da una propaganda nazionalista, il cui punto di partenza sono le lotte d’Indipendenza, la bandiera e l’inno nazionale diventano stemma e musica come nelle squadre di calcio. Quante le tribù che si scannano per odi atavici, di cui spesso non si conosce l’origine, tante da rendere difficile la conta, eppure fiere del proprio legame di sangue. E arriviamo noi, gli EUROPEI, i cattivi della Storia. Gli ex colonizzatori, dai quali in molti "ex coloni" vogliono tornare. Questi soggetti non accettano le religioni del nostro continente, o la nostra laicità. Non amano la nostra cucina, il nostro modo di vestire, le nostre usanze, la nostra accoglienza. Sputano sulla nostra Storia, la nostra Cultura, la nostra Civiltà. Vengono e tanto si è fatto per la loro integrazione, tanto d’aver dimenticato i nostri poveri e i nostri bisognosi. La maggior parte degli arrivati, o in arrivo, puntano ai ripiani alti, non al sudore e alla fatica dei nostri avi che ci hanno regalato il benessere conosciuto per tanti anni. Pretendevano e pretendono case in quartieri ricchi, scuole e lavoro facili, soldi in tasca e regalie. Non capiscono la nostra mentalità, e non hanno fatto nulla per conoscerla. Il rifiuto è parte del loro corredo. Non sono integrati! Questo è il motivo della loro rivolta, ci riferiscono: buonisti, preti, sinistroidi. Povera Francia, povera Inghilterra. Ora povera

22 lug 2016

Russia, il minore dei mali...


In questo periodo non ci preoccupiamo certo della profezia di Nostradamus che vedeva i cavalli dei cosacchi abbeverarsi alle fontane di San Pietro, sarebbe il minore dei mali! Ricapitoliamo episodi distinti tra loro che portano però l’effetto di mettere i Russi all'angoletto. Erdogan uccide Curdi, imprigiona giornalisti, traffica armi e petrolio con gli integralisti dell’Isis e di altre congreghe, ma l’Europa si fida del soggetto e gli affida sei miliardi dei nostri soldi per “frenare” i migranti. Al contrario la crisi politica tra la Russia e l’Ucraina vede l’UE battersi per i diritti umanitari degli ucraini non-filorussi, governati da un apparato corrotto, che nell'ultimo anno ha visto dimettersi il ministro dell’economia Abromavicius in contrapposizione con il proprio presidente. L’embargo scellerato, voluto da americani e UE, è già costato all'Italia una perdita economica di 3,6 miliardi! Nello sport, il Comitato Olimpico Internazionale, non fa partire per le Olimpiadi di Rio 2016 la squadra di Atletica russa, non solo gli atleti dopati ma TUTTA la squadra. Il detto di Mao “colpire uno per educare cento” in questo caso subisce una crescita imponente. Strano però, non sono pochi i casi di doping nelle Olimpiadi, vogliamo parlare dell’americano Tim Montgomery che dichiarò di aver assunto testosterone e ormone GH per quattro volte al mese prima

24 giu 2016

Brexit


Sorry! UK  has the balls to get out of EU/ Scusate! UK ha gli attributi per uscire dall'UE.
Euro-burocrati, speculatori, per troppi anni avete fatto il buono e il cattivo tempo. Sarà un periodo durissimo ma il POPOLO si riapproprierà della DEMOCRAZIA, per la quale siamo disposti a fare sacrifici. Si dovrà ricostruire, riformulare un'Europa che vada bene a tutti. BASTA finanza e finanziatori, occulti e non. La scaramanzia è servita, l'Inghilterra ci insegna nuovamente cos'è la sovranità nazionale.

22 giu 2016

Brexit, UK non ha gli attributi per uscire dall'UE/ Brexit, Uk doesn't have the balls to get out of EU


In filosofia un pensiero astratto, un principio teorico privo di una solida base, s’indica con il termine “speculazione”. Nel dopoguerra abbiamo la ricostruzione, dove milioni di formichine europee hanno dato il meglio di se, lavorando e attuando un solido sistema di “welfare state” (benessere di Stato); ai primi politici idealisti susseguono di elezione in elezione, scaltri manovratori, oscuri arrivisti, e prezzolati imbroglioni. Nel mezzo troviamo i buonisti, i sepolcri imbiancati, i visionari. Difficile capire chi danneggia di più, sono però assimilati nella conseguenza delle loro azioni, di fatto una sfiducia generale dei cittadini nei loro confronti. Gli elettori tentano una difesa, resa ardua dalla disinformazione e da una cultura poco democratica, che segnala e marchia chi non si allinea nel pensiero comune. Per garantire lo status quo si lancia l’epiteto “populista” al disgraziato di turno, restio a fidarsi dell’integrazione, dell’arrivo in massa di migranti, dell’economia abbozzata da un manipolo di burocrati, intorno ai quali si sente puzza d’interessi personali. L’espressione “welfare” nasce in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, s’intende garantire con politiche pubbliche il benessere e l’assistenza a tutti i cittadini. Si fonda sull'idea di assicurare un tenore di vita minimo a tutti, consentendo inoltre, senza distinzioni, servizi fondamentali quali la sanità e l’istruzione. E’ una guerra tra Davide e Golia, tra idealisti e speculatori, purtroppo l’esito pende per il

04 mag 2016

Distruggere per Rinascere?


In epoca di Brexit sì o no, il quadro dell'inglese Thomas Cole, "La distruzione dell’Impero romano", ci fa riflettere sulla stupidità umana. Il sacco di Roma per opera dei Vandali fu la batosta conclusiva, tanto che pochi anni dopo, nel 476, sarà deposto l’ultimo imperatore romano d’Occidente; ironia della sorte il suo doppio nome Romolo Augusto, il primo re e il primo imperatore della millenaria storia romana uniti per decretarne la fine. L’Europa era nata in Grecia, Roma aveva accresciuto la civilizzazione imparata, la sua grandezza risultò nel munirsi di regole e leggi che di fatto integravano popolazioni eterogenee, cui lasciava libertà di culto e tradizioni. Sottinteso, le leggi di Roma non si contestavano, infatti, quando i Cristiani scandirono perentori che l’unico Dio era il loro e le popolazioni barbariche abituate ad arraffare, sagomarono una breccia, venne giù tutta la costruzione. Ora la breccia è come quella di Porta Pia, si comincia sparando su un punto, all'inizio quasi non ci si fa caso, ma quando l’artiglieria diventa martellante, il varco creato permette il passaggio delle truppe, ed è la fine. L’idea di una Europa “comunitaria” era, o meglio è, bellissima. Il problema è quello di sempre, tutti vogliono indicare la strada agli altri; c’è chi si sente migliore, chi più preparato, ci sono i furbi che pensano di riuscire a destreggiarsi in ogni circostanza. Tra questi però non ci sono solo gli “Italiani”, abbiamo scoperto che il vizietto dell’astuzia è internazionale. Il presidente francese De Gaulle s’immaginava un’Europa dall'Atlantico agli Urali, quindi includendo la Russia; tutt'altro che stupido riteneva l’idea ambiziosa ma avverabile nel tempo, nondimeno aveva due preoccupazioni: i burocrati, o meglio gli eurocrati, che assumendo poteri sovranazionali finivano con l’indebolire gli Stati nazionali, e lo stravolgimento culturale dell’Europa. De Gaulle ostacolò l’ingresso dell’Inghilterra considerata un cavallo di Troia degli USA,  e a favore degli Inglesi non deponeva l’oscillazione nella

21 apr 2016

Chi sono gli attuali vincenti? Ruffiani, buonisti, profittatori, anime pie...


Non si tratta della suddivisione delle nostre società in buoni e cattivi, onesti o meno. Troppo semplice e fin troppo facile da arginare o combattere. Le menti si sono evolute e l'istruzione ha costretto i prevaricatori ad una maggior sofisticazione. Le comunità erano ripartite fino a qualche anno fa, tra chi deteneva il potere attraverso i soldi e chi poteva contare con la forza fisica, spesso messa a disposizione dei primi. Era tutto più semplice ed evidente, il tracciato era lineare, così la coscienza personale faceva la differenza tra i più, ossia tra tutti quelli che non appartenevano alle due categorie esposte. Nei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni era facile districarsi tra i potenti, i bravi, e l’umana specie; nei “Miserabili” di Victor Hugo, tra il giusto vescovo Myriel, il galeotto ravveduto Jean Valjean e l’ispettore Javert. La contraffazione nata negli ultimi decenni ha portato al decesso della percezione tra giusto ed errato, e il relativismo con il suo ostentato ideale di uguaglianza e libertà ha partorito una medusa urticante, i cui tentacoli hanno funzione puramente offensiva. In natura troviamo una specie, il ragno, che segue le movenze dei nuovi vincenti: la tela viscosa serve per avvolgere e conservare la preda, che è divorata ancora in vita. È un continuo sbandierare virtù indiscutibili: aiutare i bisognosi; pietà per le vittime di calamità naturali e guerre; bando alle corruzioni e al malaffare; condanna alle raccomandazioni e al tornaconto; meritocrazia nel lavoro e nella scuola; solidarietà e accettazione delle diversità. Intanto i ruffiani e i profittatori tessono la tela: quando piccoli dentro la scuola sono divertenti, lisciano il pelo al professore con aria birichina mista a malleabilità condita da simpatia, riescono così ad ottenere voti che vanno al di là delle reali capacità; quando grandi scelgono le persone utili a proiettarli in un mondo dei desideri altrimenti precluso, ci riescono sfruttando le umane debolezze. Buonisti e anime pie sono come alcuni ragni siberiani che garantiscono la paternità della stirpe mutilando i genitali della femmina, che non potrà più riprodursi. Questo perché le belle parole e i bei gesti troncano le difese, l’arrendevolezza generata permette di arrivare senza intralci nella plancia dei comandi. Quante volte ci domandiamo come ha fatto una persona senza particolari doti o meriti a raggiungere una determinata posizione: - basta

08 apr 2016

Relazione o matrimonio?


Della dimissione del ministro Guidi rimane la rappresentazione di quanto siano ormai diventate burlesche le relazioni sentimentali. Attraverso le intercettazioni telefoniche, per l’inchiesta sulla corruzione a Tempa Rossa, capiamo quali rapporti sussistevano tra la signora e il suo compagno. Intanto è divertente rileggere la lettera dell’ex ministro, inviata al Corriere della Sera il 2 aprile, nella quale presa carta e penna,  tra tante scrive di suo pugno: “la polemica nasce da una telefonata a colui che considero a tutti gli effetti mio marito”; non passa neanche una settimana e la signora cambia versione dichiarando di “non aver mai convissuto con il signore, sebbene abbia un figlio con lui, lo incontra ogni sette/quindici giorni, ed è da sola con la sua famiglia a provvedere a tutte le necessità del figlio”! Alzheimer fulminante? No, relazione come molte, nate non dall'amore ma da infatuazioni momentanee, avulse da sentimenti atti alla creazione di una comunione tra due persone. Per dirla in maniera colorita: è la differenza tra un pasto al Benoît Violier di Losanna e un fast-food di Monrovia. Quando si analizzano i fatti si deve tener conto delle eccezioni, però è sotto i nostri occhi, dal dopo guerra sono nate generazioni di uomini inadeguati e di donne fuori di

23 mar 2016

Ancora non BASTA? Adesso FUORI dall'Europa!


Per troppi anni abbiamo dovuto sopportare i persuasori del "multiculturalismo", hanno permesso e incoraggiato l'arrivo nelle città europee di persone migrate soprattutto dall'Africa, dai paesi mediorientali, dall'Afghanistan, Pakistan, Turchia, la stragrande maggioranza di fede islamica. Non sono bastati scrittori come Oriana Fallaci a gridare ai quattro angoli della Terra del pericolo che avremmo corso continuando con politiche improntate al bieco buonismo. Adesso ci dicono di non parlare perché stiamo sfruttando la tragedia di Bruxelles. E non potevamo parlare di Parigi, di Londra, di Madrid. No, adesso il nostro proposito è di urlare Basta agli idioti, agli interessati e ai votati al martirio. Non si può continuare a vivere con l'angoscia, vedendo diminuire la nostra sicurezza e la nostra libertà. Non lasceremo ai nostri figli un’Europa destabilizzata, insanguinata, irriconoscibile negli usi e nei costumi. Siamo egoisti? Un bel chi se ne frega! Non saranno le frasi di chi ci ha consegnato questo presente ad intimidirci. Basta, per anni hanno confrontato i disgraziati dei migranti europei con la teppaglia. Europei sbarcati nei “nuovi continenti” e vissuti di stenti, lavorando peggio dei servi della gleba senza aiuti e diritti. Molti dei quali tornarono coraggiosamente, dopo anni all'estero, per combattere nelle guerre che infiammarono l’Europa, facendo esattamente il contrario di questi uomini in arrivo, che scappano anziché lottare per cambiare la situazione all'interno dei loro paesi. È doveroso aiutare donne, anziani e bambini, che sono una piccolissima parte, e guarda caso sono utilizzati come paravento per spingerci ad accogliere una moltitudine di maschi adulti. Vigliacchi, loro e chi ci prende all'amo mostrandoci i corpi dei bambini morti nei naufragi, così presi dall'emozione finiamo con l’accettare questa invasione. Il Belgio ha permesso negli anni che Bruxelles fosse occupata dal 24% di migranti, pare che la popolazione giovanile arrivi addirittura al 40%, ebbene hanno goduto dello stato sociale garantito ad ogni cittadino europeo, fondato sul principio di uguaglianza. Che cosa non ha funzionato? Semplice, tutti che arrivano guardano i ripiani alti, si vedono possessori di case di lusso, auto sportive, di avere un benessere che molti europei hanno conquistato con generazioni, con le opportunità offerte nel dopoguerra e nei periodi di vacche grasse. Non solo, pretendono pure di mantenere le loro arcaiche tradizioni, l'asservimento delle donne, l'adattamento dei nostri costumi ai loro. I migranti arrivati